Pages

Visualizzazione post con etichetta FOTO DI ANGELA DATTILO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta FOTO DI ANGELA DATTILO. Mostra tutti i post

lunedì 23 novembre 2009


Ti si è spento il sorriso ai piedi della croce.

Madre hai pianto il figlio tuo

ucciso ingiustamente.

Esposto , alla mercé di scherni insulti e sputi,

considerato iniquo oltraggio per gli eletti.

Deriso, schiaffeggiato frustato e calpestato,

di lui solo la colpa di non essere compreso.

Lo hanno condotto in carcere

portato al monte porpora,

rosso di tanto sangue che mai avrà giustizia.

Lo hanno ridato a te

avvolto in un lenzuolo, il volto gonfio e livido

non sembrava più un uomo.
Voleva solo vivere ma la sua strada era sbagliata
e chi si erge a giudice
ha deciso la sua vita.
Tu sei rimasta in lacrime senza una risposta
solo un dolore sordo
che ha lacerato la tua anima.

Giovanni Gentile

lunedì 16 novembre 2009

GIORNATE D'AUTUNNO


GIORNATE D'AUTUNNO

Profumo di pioggia portato dal vento,
e le foglie tremanti si lasciano andare.
Caldi colori fra il grigio del tempo
tra il freddo che arriva c'è un tiepido soffio.
Giocano i bambini che corrono a scuola
portando rametti e foglie cadute,
costruiranno un bel quadro con colla e colori.
Dipingendo con gli occhi
quel che ammirano fuori. Son mille i profumi e dolci gli aromi di funghi e castagne,e di calde minestre Famiglie riunite attorno alla mensa un pezzo di pane e una calda atmosfera. Giovanni Gentile

sabato 31 ottobre 2009

ALLA FERMATA DELL'AUTO


Alla fermata dell'auto accovacciato per terra c'è un ombra invisibile che forse era uomo. Sofferenza negli occhi, timore nei gesti coperto di niente di niente è padrone la gente che passa nemmeno lo nota. Un euro per mangiare lui chiede tremante sicuro soltanto di chi è indifferente. Da lontano e venuto quell'ombra di uomo non capisce non parla, ha solo paura. Qualcuno lo schiva qualcuno lo pesta nessuno però si ferma a guardare. Fa freddo ed è buio tutti corrono via fuggendo il rifiuto che il mondo ha creato. Da lontano è venuto con grandi barconi con chi come lui confidava in un sogno. Ma infranto distrutto dall'insofferenza dell'uomo moderno che si dice civile. Odiato rifiuto immonda sporcizia additato a colpevole delle nostre paure. A caprio espiatorio lo abbiamo elevato scaricandogli addosso tutto il disprezzo. Di noi stolti uomini che abbiamo la colpa di non sapere amare nemmeno chi ama. Giovanni Gentile

sabato 17 ottobre 2009

A REGAZZì


A REGAZZI' MA CHE STAI A FA' . NUN VEDI CHE GIOCHI COR FOCO. NUN PENSI A TU MADRE PORA DONNA, NUN PENSI A TU PADRE CHE PE TE STA A BUTTA ER SANGUE, CHE SAMMAZZA PORO CRISTO TUTTO ER GIORNO A TRIBOLA' PE MPEZZO DE PANE. E TU? E TU STAI A GIOCA' CO LA VITA CHE COR CORE T'HANNO DATO. IELO STAI A SPEZZA' STO CORE LI STAI AMMAZZA' CO LE MANI TUE. MA BUTTA STA SIRINGA E CORI, CORI A CHIEDE PERDONO, PE L'ANNI C'HAI BUTTATO PE LA VITA C'HAI BUTTATO APPRESSO ALLE STRONZATE. A REGAZZI' NUN GIOCA' COR FOCO....CHE PRIMA O POI TE BRUCI.
GIOVANNI GENTILE PREMIO LAURENTUM 2008 IV CLASSIFICATO.