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mercoledì 15 maggio 2013
domenica 6 gennaio 2013
Mamma ha il cancro ma fa la marmellata
Mamma ha il cancro ma fa la
marmellata
Non è facile
parlare di una malattia importante come il cancro, né tanto meno
viverla.
Silvana Feola è
riuscita in entrambe le cose, senza autocommiserazione, senza
banalità , affrontando questo suo mostro malefico schiaffeggiandolo
e sbeffeggiandolo, sempre però tenendolo a debita distanza – visto
mai …. –
Nel suo libro dove
racconta la malattia che ha colpito la mamma, ma anche come dice lei
ha coinvolto in modo profondo tutta la famiglia mettendola di fronte
ad un bivio dove non tutti riescono ad uscire indenni, Silvana è
riuscita, a mio parere, a dare un messaggio forte, non indifferente a
quanti ogni giorno sono costretti a combattere, messi alle strette da
una cose che non hanno cercato né voluto, né tanto meno si
sarebbero mai aspettati.
Non sto certo a
raccontarvi tutto il romanzo, non è compito mio, voglio solamente
cercare di trasmettere quello che Silvana ha, nel suo piccolo, voluto
comunicare.
C'è tanta ironia
nel racconto delle giornate che si svolgono dopo che alla mamma è
stato diagnosticato un carcinoma al seno.
Un ironia che
secondo me è il filo che ha tenuto in piedi tutta questa storia,
raccontata e vissuta,
un piccolo esempio
ve lo faccio – chi avrebbe mai pensato a far diventare i farmaci
chemioterapici due pistoleri che entrano nel corpo del malato e
sparano azero su tutto quello che vedono malvagio,
Chi mai avrebbe
descritto il cancro come un mostro malefico dai mille tentacoli e
frecce pronte ad essere scoccate una volta rimosso chirurgicamente.
mercoledì 14 novembre 2012
Fuoco che danza
Fuoco che danza
Anni
fa andavo spesso a cercare me stesso in luoghi dove potevo sentire
forte la spiritualità.
Amavo
i santuari Francescani che circondano la valle Reatina. Vivere alcuni
giorni tra quelle colline mi faceva sentire in pace, in armonia con
il mondo e con le persone.
Tutte
le brutture, le preoccupazioni della vita quotidiana le vedevo sotto
una prospettiva diversa, sicuramente la prospettiva giusta, e
lasciavo scivolare di dosso quello che appesantiva la mia vita.
Nel
romanzo “ Fuoco che danza “ di Anna Maria Funari il protagonista,
un giovane e promettente avvocato nativo americano, viene messo di
fronte a delle scelte che mettono in dubbio tutto ciò in cui aveva
riposto le sue aspettative, ed è cosi che decide di tornare ai suoi
luoghi di origine e cercare nella spiritualità e nelle tradizioni
della sua gente, della sua famigia quello che credeva essere sopito
da tempo.
Alte
montagne, vallate incantevoli, albe e tramonti che lasciano a bocca
aperta, ma soprattutto la sintonia con tutto quello che lo circonda
fanno si che Shawnee Lee Jackson ritrovi se stesso e l'armonia con il
grande spirito.
In
questo piccolo romanzo, che amo definire un piccolo capolavoro, una
perla rara, Anna Maria ci mette di fronte ad una realtà che non
conosciamo, la realtà dei nativi americani.
Può
sembrare a prima vista una realtà lontana da noi dal nostro modo di
pensare di agire.
Ma
come dicevo prima la ricerca della pace, di una spiritualità pulita
priva di convenzioni è nel nostro Dna, non possiamo sentirci esclusi
da tutto questo, qualsiasi credo professiamo.
Abbiamo
dentro un “ Fuoco che danza” e che rischia di bruciare tutto
diventando un incendio devastante se non sappiamo dominarlo, se non
torniamo a domare i tizzoni che sono dentro di noi.
Giovanni
Gentile
lunedì 12 novembre 2012
io, il ninnolo di Dio
“ io ninnolo di Dio “
A
quanti di noi nella vita è capitato di chiedere e non avere una
risposta, quante volte abbiamo alzato gli occhi al cielo in segno di
supplica, e quante volte invece lo abbiamo fatto per sfidare e
maledire – Dio o che so io qualsiasi cosa o entità in cui
crediamo. -
Tante
e tante volte capita di chiedere a quel “Dio” - perché proprio a
me? Perché giochi con la mia vita e come un balocco fai di me quello
che vuoi?
Giacobbe
lottò con Dio e alla fine ne uscì sconfitto e capì che non avrebbe
mai vinto.
Doveva
semplicemente lasciarsi andare, lasciarsi guidare.
Quello
che Stefania racconta potrebbe essere la storia di ognuno di noi: con
Elena, la protagonista del romanzo “ Io ninnolo di Dio “
L'autrice ci mette di fronte ad uno specchio, e lo fa in un modo
a dir poco eccezionale. Un viaggio nel tempo, nella vita di Elena –
Bambina, adolescente, donna matura, in un andirivieni per niente
scontato e pieno di sorprese. E ciliegina sulla torta nei vari
momenti del viaggio di Elena c'è sempre un confronto con Dio, un
continuo cercare il dialogo da parte di Elena che fin da bambina non
fa che chiedere -“ Dio ma è giusto che questo stia capitando a
me?”-
Non
posso certo raccontarvi il finale, che come dicevo prima non è
affatto scontato, anzi il Romanzo a mio parere potrebbe avere decine
di finali, dipende da come leggiamo la storia di Elena.
Amici
miei come tante volte ho detto ci sono autori sconosciuti che non
hanno niente da invidiare ai grandi scrittori. Stefania a parer mio è
una di questi.
Giovanni
Gentile
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