ME RACCONTAVA MI PADRE
di GIOVANNI GENTILE
Me raccontava mi padre
Me diceva mi padre de quann'era regazzino
coreva p'er paese spignenno er carettino.
Portava materassi scarpe vecchie e cianfrusaie,
pe' guadagna du lire venneva a li signori.
Ar mare a pia' le cozze, vongole e telline
da porta' a nonna Tirde in cambio delle figurine.
Do poteva rimediava ,pure i fiori ar cimitero tanto ai morti che fregava,
nun se potevano lamentà.
Era dura fio mio diceva er mio papà
da magnà nun ce stava e te dovevi arangià
domenica 15 novembre 2009
PRESENZA
Presenza
Lei è sempre presente.
Si aggira di notte e ogni notte ti prende.
Ti tiene legato e al mattina ti lascia,
ma un giorno e per sempre tutto per lei completamente ti avrà.
È ombra al tuo fianco gelo nell'anima,
ogni momento sei sempre più suo.
Non sai quando, non sai come,
la fuggi e la insegui,
la temi e l'ammiri.
Curioso sei tu ma paura ti fa
e speri col cuore che
lei mai ti avrà.
Lei è sempre presente.
Si aggira di notte e ogni notte ti prende.
Ti tiene legato e al mattina ti lascia,
ma un giorno e per sempre tutto per lei completamente ti avrà.
È ombra al tuo fianco gelo nell'anima,
ogni momento sei sempre più suo.
Non sai quando, non sai come,
la fuggi e la insegui,
la temi e l'ammiri.
Curioso sei tu ma paura ti fa
e speri col cuore che
lei mai ti avrà.
sabato 14 novembre 2009
VENTI IN VERSI

In sintesi
Il titolo che “apre” la silloge di Pasquale Ermio propone uno spiraglio carico di speranze per ognuno di noi. È un invito a recuperare e/o a mantenere alta e vitale la memoria delle emozioni, a rimanere ancorati ai sentimenti, a esporsi con naturale fiducia ai “venti” che soffiano sulla nostra vita. Vuol dire, altresì, spingere lo sguardo più lontano, oltrepassando le nubi che oscurano l’orizzonte e, al tempo stesso, i cuori. Sono poesie da interiorizzare, non solo perché ci fanno conoscere ed apprezzare il suggestivo talento dell’Autore, la cui “poetica” è messa a disposizione di tutti, ma anche perché attraverso la poesia ed il confronto è possibile “…rendere il senso migliore ai rapporti tra le persone”. I sentimenti e le passioni danno parola e sogno a queste liriche. Parlano di un amore infinito, desiderato, perduto e ritrovato (“Fra mille ti riconoscerei amore eterno/che su tutto fai prevalere la passione...”; “Tu la mia luna/la luna il mio Amore/Poi l’eclissi...”) Un amore che è dentro gli echi e le voci del vento, che come un’onda straripa tra i silenzi e le malinconie, tra le pause che il destino ineluttabile impone e le attese sperate. (“Dietro, ora raffiche di vento, ora appigli variabili che mi distolgono, che mi trattengono…”; “Vorrei poterti seguire, raggiungerti, svelarti, vederti esibire nelle tue evoluzioni libere, sentire i profumi di terre lontane che diffondi nell’aria, emozionandomi.”)
lunedì 9 novembre 2009
Ad Alda Merini
Pazzi in un mondo di matti ; sognatori. Sentimenti speranze diventano parole, scritte col fuoco marchiate dal tempo trasportate dal vento agli angoli del mondo. Nei secoli hanno vissuto per secoli condottieri. Al fianco di re e imperatori. Voce di popolo voce di un dio. Profeti predicatori ciarlatani e giullari , Santi demoni angeli maledetti Perduti per sempre scalando le vette, cercando spiagge e mari incantati raccontando alla vita di tutta una vita. Raccontando di amori di odi furiosi a chi leggerà in eterno di loro.
Giovanni Gentile
Giovanni Gentile
domenica 8 novembre 2009
Mi hanno portato via
Mi hanno portato via. Giocavo per le strade ,spensierato e innocente, mi hanno portato via. Hanno chiuso i miei occhi per nascondermi il male, mi hanno portato via. Hanno venduto il mio corpo in tanti pezzi sparsi, mi hanno portato via. Hanno dato la vita a chi morente era, mi hanno portato via. Hanno ridato la vista a chi non vedeva più, mi hanno portato via. Io bambino giocavo, avevo un grande sogno, mi hanno portato via. Hanno svuotato il mio corpo buttato in una fossa, mi hanno portato via. Volevo vivere crescere, un uomo diventare, mi hanno portato via. Mi cerca mia madre, mi chiama mio padre, ma mi hanno portato via. Ma io vivo e loro non lo sanno, non sono andato via. Vivo nel corpo di chi aveva bisogno, di chi non aveva speranza. Ma mi hanno portato via, e la speranza a me l'hanno negata,l'hanno portata via. Giovanni Gentile.
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